Wednesday, January 11, 2012

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Meditation retreat in Paluffo


Three days of meditation in the peace and beauty of the Tuscan countryside

Meditation Retreat
with Ven. Dzogchen Lama
Lobsang Gyatso Rinpoche Chamtrul

Duration: from 10.00 to 13.00 Friday, February 24, 2012 to Sunday, February 26
Language:, translated from Tibetan by Anna Maria De Pretis, with the help of Flavio Pelliconi
Accommodation: twin or double room for single use
Meals: traditional Tuscan dishes and desserts

Room and board cost: 60 euros per day full board with breakfast and 2 meals per day in double room, or shared with another person (total 180 euros), in single occupancy supplement of 25 euros per day.

Quote-course: 60 euros for the entire course fee is not intended as payment of teaching but as a share of the costs of hosting the Lama including meals, accommodation and travel. After completing this course you can make a free offer (dana) to the Lama and / or the Maitreya Foundation

Registration: Send your request by January 31, 2012 specifying the name and address to: Luca info@paluffo.com or call 3355395273.

Program
6:30 to 8:00 Guided Meditation
8.30 breakfast
10:00 to 12:00 teachings
12.30 lunch
14:30 to 16:30 teachings
17:30 light dinner with tea and biscuits
19:00 to 20:00 sharing
20:30 to 21:30 Meditation

Chamtrul Rinpoche Lobsang Gyatso was born in Golok in eastern Tibet and was recognized as the reincarnation of Pema third Chamtrul Nangsel Dorje Tashi Choling leadership of Mardi monastery. At the age of fourteen he took vows of renunciation lay under the guidance of his first Guru, the Master Yeshe Wangchuk Rinpoche Dzogchen Naljor and
devoted to the study of the preliminary practices (Ngondro) of Tummo and Dzogchen (Great Perfection). Later he studied for many years both the Sutras and the Tantras under the supervision of his most important teacher, Khenpo Jigme Rinpoche Puntsok, and was conferred the title of Khenpo (Doctor of Buddhist Philosophy). In addition Rinpoche received teachings from many other teachers qualified in India and Tibet and founded an institute of Buddhist Philosophy at the Tashi Choling Mardi. Since 1996, he has taught in various Buddhist centers, but, mainly, at the Nyingma Monastery in Dharamsala Zilnon Kagye Ling in India where he lives. It also plays an intense spreading the Dharma in many countries around the world, which is followed and enjoyed by many disciples. "Teaching is my task in this life: wherever someone ask me to teach, I am here" (Chamtrul Rinpoche).

Saturday, January 7, 2012


Tre giorni di meditazione nella pace e nella bellezza della campagna toscana

Ritiro di Meditazione
con il ven. maestro dzogchen
Chamtrul Lobsang Gyatso Rimpoce

Durata: dalle 10.00 di venerdì 24 febbraio 2012 alle 13.00 di domenica 26 febbraio
Lingua: italiano, traduzione dal tibetano di Anna Maria De Pretis, con il contributo di Flavio Pelliconi
Sede: il Paluffo, via Citerna 144 Fiano, Certaldo FI (http://www.paluffo.com/)
Alloggio: in camera doppia oppure doppia uso singola
Pasti: piatti e dolci della tradizione toscana

Costo vitto e alloggio: 60 euro al giorno pensione completa, con prima colazione e 2 pasti al giorno, in camera doppia, ovvero condivisa con altra persona (totale 180 euro);  in doppia uso singola supplemento di 25 euro al giorno.

Quota-corso: 60 euro per tutto il corso La quota non va intesa come pagamento degli insegnamenti ma come condivisione delle spese per l'ospitalità al Lama comprendenti vitto, alloggio e viaggi,. Al termine del corso si potrà fare una libera offerta (dāna) all'insegnante e/o alla Fondazione Maitreya

Iscrizioni: Inviare richiesta entro il 31 gennaio 2012 specificando nome, cognome e indirizzo a: info@paluffo.com oppure telefonare a Luca 3355395273.

Programma
6.30 – 8.00     meditazione guidata
8.30                colazione
10.00 – 12.00             insegnamenti
12.30              pranzo
14.30 – 16.30 insegnamenti
17.30              cena leggera con tè e biscotti
19.00 – 20.00 condivisione
20.30 – 21.30 meditazione

Chamtrul Lobsang Gyatso Rimpoce è nato a Golok nel Tibet orientale ed è stato riconosciuto come la reincarnazione del terzo Chamtrul Pema Nangsel Dorje, guida del monastero Mardo Tashi Choling. All’età di quattordici anni prese i voti laici di rinuncia sotto la guida del suo primo Guru, il Maestro dzogchen Naljor Yeshe Wangchuk Rimpoce e si
dedicò allo studio delle pratiche preliminari (Ngondro), del Tummo e dello Dzogchen (la Grande Perfezione). In seguito studiò per molti anni sia i Sutra sia i Tantra sotto la supervisione del suo più importante maestro Khenpo Jigme Puntsok Rimpoce, e gli fu conferito il titolo di Khenpo (Dottore in Filosofia Buddhista). Oltre a ciò Rimpoce ricevette insegnamenti da molti altri maestri qualificati in India e in Tibet e fondò un Istituto di Filosofia Buddhista, presso il Mardo Tashi Choling. Dal 1996 ad oggi ha insegnato in vari centri buddhisti, ma, principalmente, presso il monastero Zilnon Kagye Ling Nyingma a Dharamsala in India dove risiede. Inoltre svolge un’attività di intensa diffusione del Dharma in molti Paesi del mondo, dove è seguito e apprezzato da numerosi discepoli. «L’insegnamento è il mio compito in questa vita: dovunque qualcuno mi chieda di insegnare, io ci sono» (Chamtrul Rimpoce).

Slow food for italian olive oil: we support it!


Manifesto slow food in difesa dell’olivicoltura italiana
Un immenso oliveto, esteso per oltre un milione di ettari dalla Sicilia alle Prealpi, costituisce da secoli uno dei caratte- ri distintivi del paesaggio agrario italiano: nessun altro Paese del Mediterraneo può vantare tante varietà, tanti diversi ambienti e adattamenti locali. Il merito di questa straordinaria diffusione va all’instancabile opera di generazioni di contadini che hanno saputo acclima- tare l’olivo in quasi tutto il territorio nazionale.
Legata all’olivo e all’olio, si è sviluppata un’economia, fatta di complessi rapporti tra olivicoltori, frantoiani e mercanti, capa- ce di “segnare” il territorio, di determinare usanze e comportamenti, di costruire attraverso i secoli una civiltà dell’olivo giun- ta quasi inalterata fino ai giorni nostri.
Slow Food Italia, associazione impegnata nella tutela della biodiversità, delle identità e delle tradizioni delle comunità del ci- bo, e delle economie locali che da questi elementi dipendono, ritiene sia giunto il momento di segnalare all’attenzione gene- rale il pericolo che incombe sull’olivicoltura italiana.
L’industrializzazione della coltura a livello mondiale (impianti superintensivi, meccanizzazione spinta) ha reso gli oli italia- ni di eccellenza non competitivi, relegandoli ai margini di un mercato in cui prevale l’offerta di grandi quantità di prodotto a basso prezzo perché di bassa qualità. Per mantenere in vita l’olivicoltura italiana di qualità occorre invece puntare sull’altis- simo valore che questa produzione possiede in termini ambientali, nutrizionali, salutistici, di paesaggio, di turismo, di cultura.
Sul mercato globale l’olio extravergine di oliva è spesso un prodotto omologato ottenuto dalla miscelazione di oli di diversa provenienza, privo dunque di un legame con un territorio di origine. La sua tracciabilità è praticamente impossibile e spunta prezzi al consumo incompatibili con i costi di una produzione attenta alla qualità del risultato e del processo.
noi afferMiaMo che l’olio è un prodotto agricolo e come tale è subordinato alla/e varietà coltivata/e, alle peculiarità dei terreni e dei climi, alle tecniche produttive che ne influenzano e ne sanciscono l’individualità. Quindi è nel luogo di produzione agri- cola, inteso come territorio, che si deve svolgere l’intero ciclo di filiera, dall’oliveto alla bottiglia, all’interno di un sistema di relazio- ne tra olivicoltori e frantoiani.
facciaMo appello a che la filosofia produttiva e di consumo privilegi la qualità e l’origine, unico modo per distinguere i no- stri oli dal prodotto anonimo e omologato che domina il mercato italiano dell’extravergine. Solo così la grande biodiversità di cui è costituita l’olivicoltura italiana può risultare vincente.
vogliaMo difendere un’olivicoltura attenta alla tutela dell’ambiente e del paesaggio (non si può alienare un capitale così impor- tante e simbolico) e capace di valorizzare il ricco patrimonio varietale del nostro Paese.
afferMiaMo che gli oli extravergini devono essere organoletticamente pregevoli, in grado di valorizzare le differenze varieta- li, indissolubilmente legati alle origini e quindi al territorio di provenienza. I parametri di qualità per “l’olio agricolo” non possono essere legati solo a risultanze analitiche, ma dovranno comprendere attributi che riguardano il tracciamento della storia produttiva dell’olio lungo la filiera.
ci iMpegniaMo attraverso l’attività educativa e la comunicazione a sviluppare e/o ricostruire la cultura dell’olio, in linea con i concetti sopra espressi.
invitiaMo tutti coloro che utilizzano quotidianamente l’olio (dai cuochi alle massaie, alle mense scolastiche, agli ospedali...) a sostenere le ragioni di questo manifesto, ponendo in essere abitudini di acquisto consapevoli, che distinguendo tra prodotto indu- striale e prodotto agricolo favoriscano quest’ultimo.
noi sareMo al fianco dei produttori che vorranno attivarsi in difesa di una produzione etica che sappia valorizzare il ruolo e il prodotto dell’olivicoltura italiana con le sue molteplici identità territoriali.
www.slowfood.it